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Ultrà Juve in Turchia: 3000 km per non vedere la partita

L’atteggiamento ostile delle forze dell’ordine locali ha innescato la protesta dei tifosi italiani che si sono rifiutati di entrare dopo tre perquisizioni e vari maltrattamenti. La Juve ha denunciato i fatti all’Uefa.

TORINO sono stati traslocati in varie posizioni del settore per tre volte. “I metodi delle forze dell’ordine locali erano molto rudi, al limite del provocatorio. Sembrava quasi volessero innescare una reazione violenta da parte nostra. Hanno addirittura maltrattato una ragazza, spintonandola e strappandole di mano il suo stendardo”. Una brutta situazione, insomma, che è andata peggiorando quando la polizia turca è andata a caccia di un fantomatico fumogeno che sostenevano di aver notato durante la perquisizione, ma che era miseriosamente sparito. Insomma, dopo una seconda perquisizione e un’altra serie di atteggiamenti particolarmente ostili e intimidatori da parte dei circa 200 poliziotti turchi in servizio nel loro settore, gli ultrà bianconeri hanno deciso di uscire dallo satdio per portesta.
A quel punto è intervenuta la società che ha segnalato l’atteggiamento delle forze dell’ordine turche all’Uefa. Gli uomini dell’Uefa, insieme ai poliziotti italiani al seguito dei tifosi sono a quel punto intervenuti per cercare di risolvere la questione, ma gli ultrà sono stati irremovibili nella loro protesta. Ecco perché il settore ospiti è rimasto sostanzialmente deserto e perché la Juventus, a ine partita, ha comunque segnalato in modo ufficiale i fatti all’Uefa. Per la cronaca, non tutti i tifosi della Juventus erano d’accordo con la protesta e alcuni sostengono di essere stati “obbligati” ad aderire, mentre uno sparuto gruppo ha comunque deciso di rimanere nel settore ospite, dopo aver subito addirittura una terza perquisizione per rientrare nello stadio.
Fonte: articolo di Guido Vaciago tratto da Tuttosport del 28.02.14

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