Intervistato in radio,Dino Zoff

dinIntervistato in radio, Dino Zoff dice la sua sulle ultime polemiche legate al tifo juventino. A leggere la maggior parte dei media, ha solo condannato i Drughi per le loro dure parole alla vedova Scirea. Invece il discorso era molto più articolato. Il succo? Si sta facendo una tempesta in un bicchiere d’acqua: negli anni ’70 era molto peggio, dice Zoff, ma le cose non venivano così enfatizzate. Se invece senti il branco lobotomizzato dei nostri giornalasti, dovremmo ritornare al calcio di una volta, quando andare allo stadio era sempre una festa. Dovrebbero far pace con il cervello, se ce l’avessero. Onore a Zoff, almeno non tutti gli ex compagni di squadra di Capello sono così devastati mentalmente. 

“Il comunicato dei tifosi della Juve e’ stato brutale ed esagerato. I cori allo stadio? Ma quale discriminazione territoriale, e’ solo campanilismo”. Sono le parole di Dino Zoff ai microfoni di Radio Mana’ Mana’ Sport durante la trasmissione “Tribuna Stampa”. “La signora Scirea e’ sembrata drastica con le sue parole, ma presupponeva un comportamento generale adeguato della gente allo stadio – spiega l’ex portiere – La risposta nel comunicato dei tifosi della Juventus e’ stata brutale e mi e’ sembrata oltremodo esagerata. Gaetano ha giocato una vita alla Juve, e’ stato un giocatore e un uomo straordinario, dispiace questa polemica che si e’ venuta a creare”.
“Il calcio attuale? Si parla di imbarbarimento, ma negli anni 70 secondo me la situazione era peggiore di adesso – prosegue Zoff – Spesso tornavamo dalla trasferta con i vetri del pullman rotti. C’era una violenza incredibile, solo che i fatti non venivano messi in risalto.Adesso e’ stata tirata fuori la storia del razzismo territoriale, secondo me e’ molto dubbia. Condanno i cori su Superga e sull’Heysel, ma gli sfotto’ pesanti non possono essere considerati razzismo. Questo campanilismo c’e’ sempre stato, anche nei paesi.Bisogna essere freddi nel giudicare”. Per quanto riguarda il suo rapporto con i tifosi, “bisogna vedere di che genere di tifoseria si parla – chiosa Zoff – Io ho fatto sempre la mia professione con tranquillita’, cercando di rispettare il mio ruolo. Non sono mai venuto a compromessi per avere un applauso in piu’ in campo”.

[Fonte: AGI]

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