Juve, missione Coppa con Vidal e Tevez

Al DB1a Luz l’Apache e il Guerriero si riprenderanno il ring abbandonato nella gara di ritorno contro il Lione.TORINO – Lisbona non sarà Istanbul, ma al Da Luz giovedì sera è previsto un inferno rosso. La Juventus si è fatta un’idea del clima bollente che troverà guardando l’accesa semifinale di Coppa di Portogallo tra Benfica e Porto. In un’atmosfera del genere poter contare sui migliori Carlitos Tevez e Arturo Vidal diventa una necessità. «Se vado in guerra, mi porto dietro Arturo», ripete da tre anni a questa parte lo Special One bianconero. L’Apache, a suon di assalti da pirata del gol, ha costretto Conte ad allargare l’equipaggio: «Carlitos è un giocatore caliente: più la partita si scalda e più lui si esalta e fa la differenza». La prima delle due semifinali di Europa League si preannuncia un palcoscenico ideale per il rilancio dei due sudamericani, abituati a trasformare i fischi in stimoli. Conte e i suoi uomini sono al lavoro per tirarli a lucido dopo i recenti acciacchi: «Li voglio portare nella migliore condizione, mi piacerebbe averli sempre al 110 per cento».

TIRATI A LUCIDO – Negli ultimi giorni Tevez e Vidal hanno svolto dei programmi mirati. L’argentino deve gestire il fastidio al tendine rotuleo e l’affaticamento all’adduttore, mentre Vidal sta convivendo con una noia al ginocchio. Problematiche non allarmanti ma comunque fastidiose. Se ieri si fosse giocata la finale di Coppa, Conte li avrebbe schierati tutti e due dal primo minuto. Invece contro il Bologna li ha esclusi dall’undici titolare (solo pochi minuti nel finale per Vidal; riposo completo invece per Tevez) allo scopo di preservarli in vista dell’Europa. Lasciarli fuori non è mai facile, ma per la doppia volata è indispensabile sfruttare tutte le risorse. Al Da Luz l’Apache e il Guerriero si riprenderanno il ring abbandonato nella gara di ritorno contro il Lione. Conte si aspetta da Vidal quegli inserimenti e quell’intensità che lo hanno reso uno dei centrocampisti più completi d’Europa: uncinatore di palloni e goleador (18 i centri tra A e Coppe) al tempo stesso. A Tevez basterà giocare da Tevez. La maledizione delle Coppe europee – dove non segna dall’aprile 2009, rete al Porto quando ancora giocava nel Manchester United – non lo condiziona più di tanto, ma Carlitos è il primo a voler chiudere il discorso. Più che per le statistiche, per la Juventus. Segnare a Lisbona sarebbe il modo migliore per avvicinarsi alla finale del 14 maggio allo Stadium. Obiettivo che insegue anche Fernando Llorente, il maggior indiziato a fare da spalla all’argentino. Lo spagnolo con l’Europa League ha un conto aperto: con l’Athletic Bilbao la perse in finale contro l’Atletico Madrid.

ALTRI RIENTRI – In Portogallo si rivedrà anche Leonardo Bonucci: «Dovremo giocare da Juve a Lisbona, sfruttando le nostre conoscenze», ha detto l’altro giorno. L’azzurro dopo il turno di riposo di Udine e la squalifica di ieri, tornerà a guidare la retroguardia. Ai suoi lati agiranno il ritrovato Andrea Barzagli (contro il Bologna di nuovo titolare dopo un mese ai box) e l’intoccabile Giorgio Chiellini. A centrocampo spazio ad Andrea Pirlo e Paul Pogba (in ballottaggio con Marchisio). Asamoah dominerà il binario mancino e Stephan Lichtsteiner (fuori per squalifica contro il Bologna) dovrebbe continuare la staffetta con Mauricio Isla. Filippo Cornacchia

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