Juve, il bilancino di Conte per lo sprint

TORINO – Le forche caudine dei rischi cercati rappresentano, per Conte, un mezzo inevitabile per riveder le stelle anche in Europa. Per dire: Vucinic titolare a Lisbona, così come nel ritorno in casa con il Lione. Un giocatore non fa primavera: tanto più nell’economia di gioco agognata da un allenatore che fa dei movimenti di squadra un dettato costituzionale. Eppure il doppio utilizzo del montenegrino in Europa, con allegato un flop oggettivo, al di là di certe dichiarazioni di rito, resta un argomento di discussione carico di sale, con il senno di poi. Non avrebbe senso attribuire alla presenza di un giocatore solo, a maggior ragione se non si disquisisce di assolute maestà pallonare, l’origine di un risultato, al fondo della sconfitta con il Benfica. Semmai, il dubbio che ricorre sulle labbra dei tifosi juventini è perché mai, di fronte a un obiettivo primario come l’Europa League e al distacco monumentale ai vertici della A, l’allenatore non abbia schierato al fianco di Tevez l’attaccante attualmente più in forma (Giovinco) o il centravanti titolare per eccellenza, sulla carta (Llorente). «Mi serviva un calciatore che sapesse tenere palla e attaccare gli spazi – ha spiegato Conte -. Avevamo studiato bene il Benfica, che tiene la linea molto alta. Penso che Vucinic abbia fatto bene». Non si offenderà, il tecnico, se sottolineiamo che fino a quando l’ha fatto rimanere in campo, lo ha spesso ricoperto di rimbrotti, un po’ come con il Lione allo Stadium. «Dovevamo essere più cattivi sotto porta, concreti». Ma questa critica si allarga anche a Marchisio, Pogba e compagnia. Una verità è che Conte sta usando un bilancino speciale, nel gestire queste settimane di una stagione sfiancante, a lungo cavalcata tirando il motore al massimo. Riteneva utile titillare gli stimoli finali di Vucinic. E creare i presupposti per colpire anche in contropiede, probabilmente proprio con Giovinco, un Benfica più stanco e impreciso. Voleva risparmiare Llorente, destinato a rivederla contro il Sassuolo appunto al fianco della Formica, come nelle ultime partite di campionato con Bologna e Udinese. Un po’ come ha inteso non accelerare con Barzagli. Le esigenze del turnover, che si appoggiano su ragioni fisiche, motivazionali e tattiche, sono note al tecnico e variegate per definizione. E vanno ben oltre anche una possibile staffetta tra Isla e Lichtsteiner, ora che si riparla di campionato. Che Conte non abbia timori a prendersi pure dei rischi, tra ciambelle col buco e insoddisfazioni pratiche, è storia.TuttoSport

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