Serie A Juve, Jugovic: «Tevez porterà la Coppa a Torino»

IMG-20140324-WA000TORINO – L’ultima, trionfale, cavalcata europea della Juventus si è conclusa col rigore di Vladimir Jugovic nella finale di Coppa Campioni contro l’Ajax: «Dal ‘96 è passato qualche annetto, mi auguro che sia arrivato finalmente il momento di riaggiornare la storia», sottolinea l’ex centrocampista serbo, ora impegnato a setacciare il mercato dei giovani talenti.

La Juventus è rientrata da Lisbona sconfitta 2-1, ma comunque ottimista in vista della semifinale di ritorno.
«Il risultato, nell’ottica dei 180’, è buono: penso che i bianconeri riusciranno a qualificarsi per la finale. Se non vincono in casa, non meritano di andare avanti. La Juve ha qualità e contro il Benfica ha disputato una buona partita. Sono ottimista anche io».

È Tevez a trasmetterle sensazioni positive?
«Ovvio. L’ho visto in forma, come non mi era parso mai negli anni inglesi. La Juve e Conte sono stati bravissimi a gestirlo».

Contro il Benfica, l’Apache ha messo fine alla maledizione: di nuovo in gol nelle Coppe europee dopo 5 anni.
«Essersi sbloccato è importante, adesso mi aspetto che non si fermi più e trascini la Juve fino alla fine. Un po’ come gli è successo in campionato».

Paulo Sousa, suo compagno nella Juve ‘96, ha paragonato Tevez a Vialli.
«Concordo: come stile di gioco e spirito sono simili. Parliamo di due grandi attaccanti».

Nella semifinale del Da Luz, Markovic si è rivelato uno dei principali pericoli del Benfica.
«Abbina qualità e velocità, la Juve dovrà fare attenzione, giovedì.Per caratteristiche è uno di quelli che potrebbe sorprendere i bianconeri in ripartenza».

Markovic lo vedrebbe bene nella Juve?
«Ora no, magari in futuro. Mi sembra ancora troppo giovane per la Juve. Potrebbe essere un buon acquisto fra 2-3 anni. Il talento è indiscutibile, però deve ancora maturare».

In pochi giorni, tra Sassuolo e Benfica, la Juve si gioca campionato e Europa League. Qual è la formula vincente in questi casi?
«Una buona forma fisica, mantenere la concentrazione alta e dormire bene. Ma ogni giocatore vive le pressioni a modo suo.A me serviva ripassare i compiti tattici ma non pensare troppo al valore della partita. Sono sempre stato un freddo».

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *