«Con il Benfica sarà la partita della vita»

C_3_Media_1696211_immagine_ts673_400TORINO – L’altra sera, nel freddo del Mapei Stadium, i suoi occhi azzurri brillavano di un fulgore unico, probabilmente mai visto prima su queste frequenze. Perché forse, sino a lunedì, in Fernando Llorente non c’era ancora la piena coscienza di cosa lui e i suoi compagni hanno combinato negli ultimi 8 mesi, costellati di successi, sorrisi, abbracci, in un continuum colorato di bianco e nero (o giallo e blu, tanto è lo stesso), la tonalità che sta monopolizzando il campionato italiano. Verrebbe quasi da pensare che, ormai, nelle esultanze il bomber navarro stia quasi spegnendo la vena, tanto abitudinaria sta diventando la via del gol, sempre meno lastricata di insidie: come dopo l’ultima rete al Sassuolo, segnata col tacco, beffando il povero Antei, giovinotto dal futuro assicurato ma che nell’occasione è stato buggerato come un pivello del mestiere. Eppure era il gol della sicurezza.

Poi, però, l’ingannevolezza delle apparenze ha lasciato il campo ai pensieri, quelli che scenografano al meglio il profilo statuario del cannoniere bianconero: «Siamo stati bravi, ora manca poco, solo un ultimo sforzo prima di festeggiare lo scudetto. Stiamo facendo qualcosa di spettacolare, grazie a una grande squadra, a un grande ambiente, a un grande mister». Un colpo di tacco non è mai roba semplice sin dalla sua ideazione: «Ma non è la prima volta che capita – puntualizza Nando – era già successo a Bilbao. Abbiamo fatto tutti un bel movimento e con più cross arriverebbero tanti gol». Intanto è il caso di godersi l’ennesimo regalino di Lichtsteiner dalla fascia destra: «Stephan è diventato il mio assistente personale, mi ha fatto 6 assist sinora, uno più bello dell’altro. Il mio segreto? Vedo il cross e utilizzo il corpo per spostare il difensore. È stato un gol importante, ci ha dato tranquillità». Tutto vero: tra lo svizzero e lo spagnolo c’è un feeling particolare, come testimoniato da altri casi simili. Si prenda in considerazione Cagliari, per esempio: 12 gennaio, 4-1 per la Juve in Sardegna e doppietta del Re Leone su altrettanti assist del pendolino elvetico.

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