Serie A Juve, Prandelli: «Complimenti ai bianconeri ma brava anche la Roma»

ROMA – “Complimenti alla Juve, a Conte e ai giocatori, che hanno vinto nonostante fossero obbligati a farlo. Complimenti anche alla Roma, per il gioco propositivo che ha espresso e che conferma come il nostro calcio non sia messo poi tanto male”. Lo ha detto Cesare Prandelli, intervenuto a Radio anch’io lo sport, su Radio Rai, commentando la conquista del terzo scudetto da parte della Juventus. “Anche Napoli e Fiorentina hanno dimostrato di avere un sistema collaudato – ha proseguito –. Il nostro calcio si sta pian piano ritrovando”. Poi su Balotelli: “Sono contento che la Lega calcio mi abbia concesso i test. I dati sono gli stessi del 2013. Tutti i giocatori mi stanno mettendo in difficoltà, ma è quello che volevo. I giovani si stanno mettendo in luce”. Lo ha detto Cesare Prandelli, parlando della marcia di avvicinamento degli azzurri ai Mondiali, a Radio anch’io lo sport, su Radio Rai. “Balotelli? In azzurro ha segnato 14 gol, non ha mai assunto comportamenti non in linea con il gruppo – ha aggiunto –. Io giudico i comportamenti a Coverciano, e poi tutti conoscono le regole. Da lui mi aspetto le prestazioni. Ieri sera Balotelli ha disputato un’ottima partita, forse anche per merito di Seedorf, i giocatori importanti devono garantire le prestazioni. Insigne è nei 30, come altri attaccanti, forse ne metterò sette e poi ne sceglierò cinque. È anche divertente fare con gli amici il toto-giocatori”. A proposito del campionato, Prandelli indica una sorpresa: “Luca Toni, che è riuscito a rimettersi in discussione e ha fatto grandi cose, mentre Immobile ha avuto un rendimento straordinario, continuo, ed è riuscito a conquistare tutti”. Sempre a proposito di Toni, e di Totti, Prandelli ammette “che meritano grande rispetto: nei momenti di grandissima difficoltà so cosa devo fare ma, nell’ambito di una programmazione, bisogna continuare su un progetto avviato, altrimenti non si va avanti. Al Mondiale arriveremo preparati, ci sono sei squadre molto forti, noi siamo al settimo posto, ma dipende da come si arriverà al torneo”. “Vorrei poter affrontare Brasile o Argentina con coraggio, con idee. Se si improvvisa, tutto diventa difficile”, ha concluso

SUGLI INCIDENTI A ROMA – “Quando ho visto i problemi che hanno avuto i tifosi della Lazio in Polonia mi chiesero cosa ne pensavo e io risposi che, prima o poi, qualcuno ci fermerà. È brutto dirlo, ma noi italiani abbiamo bisogno di toccare il fondo, di essere governati e indirizzati. In questo momento abbiamo bisogno di una grande riflessione, che coinvolga tutto il Paese, altrimenti la Fifa o l’Uefa ci fermeranno, come hanno fatto con gli inglesi”. Lo ha detto Cesare Prandelli, a Radio Anch’io lo sport, su Radio Rai. “Non dobbiamo far finta di nulla, quando Capello parlò di calcio in mano agli ultrà probabilmente voleva essere da stimolo. Gli stadi devono essere luoghi di aggregazione propositiva, non di minacce. La realtà rispecchia il Paese e il calcio fa da cassa di risonanza in tutto il mondo di una situazione che non ci rappresenta. Noi italiani abbiamo bisogno di essere governati, indirizzati”. Lo ha detto Cesare Prandelli, intervenendo a Radio anch’io lo sport, commentando gli incidenti di sabato sera, a Roma. “Da anni diciamo di evitare i contatti fra i calciatori e i tifosi delle curve – ha poi aggiunto Prandelli, a proposito del dialogo fra Hamsik e i capi ultrà, sabato sera, prima di Fiorentina-Napoli –. L’ho sempre detto che il protagonista del calcio è il gioco, l’evento, non sono gli spettatori”. “I fischi all’inno di Mameli mi hanno amareggiato, intristito – conclude – ma credo fossero fischi legati alla tensione accumulata, per le notizie che arrivavano, dopo gli incidenti del pomeriggio. Nei fischi all’inno non c’è niente di civile”.

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