Lady Osvaldo attacca: «Non sono Wanda Nara, io»

Cagliari-Juve95TORINO – «Non sono la tipica Wanda Nara. Anzi, ci sono certe cose delle “botineras”, delle wags, che mi sembrano davvero vergognose…». Così parla Jimena Baron, la compagna di Pablo Daniel Osvaldo. E finisce peraltro per scatenare la reazione indignata della diretta interessata, la fresca signora Icardi, che su twitter sbotta: «Io queste botineras non le conosco! Io sono una moglie!». Non paga, allora, la Baron prova a spiegare anche lei via Twitter e finisce per inciampare in un altro piccolo incidente diplomatico che può coinvolgere le compagne anche dei giocatori della Juve: «Il tuo nome l’ha fatto la giornalista, io non ti conosco e non parlo di te. Mi riferivo alle ragazze che ho conosciuto nei posti in cui sono stata». E via.

GIGANTOGRAFIE – Beh, quantomeno Osvaldo – magra, magrissima consolazione – non dovrà dare scomode spiegazioni ai compagni di Nazionale… Alla fine non è stato chiamato da Cesare Prandelli, abbastanza inaspettatamente (basti dire che addirittura presso Casa Italia vi sono alcune sue gigantografie) e così, in attesa di novità sul suo futuro, s’è recato in Argentina insieme con Jimena. Jimena che, in una intervista a “Personajes.tv”  oltre a raccontare il suo rapporto non idilliaco con le “colleghe” mogli di calciatori, svela particolari sulla sua relazione con Osvaldo, sulla loro vita quotidiana assieme al piccolo Morrison.

BOTINERAS – «Inizialmente io le difendevo, dicevo che non si doveva fare di tutta l’erba un fascio. Ma poi ho capito che l’80 per cento è davvero così come viene dipinto. Per fortuna io e Daniel siamo diversi, a volte facciamo qualche risata sulla situazione».

48 ORE INDIMENTICABILI – «Io di calcio non capisco niente. Ho conosciuto Daniel grazie a un amico in comune. Anche se in realtà non ci siamo conosciuti realmente, ma per telefono e chat visto che io stavo in Argentina e lui in Europa. Ma dopo 10 giorni è venuto a conoscermi. Abbiamo passato insieme in fine settimana, 48 ore che mi hanno cambiato la vita».

Fabio Riva

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