Prandelli avverte l’Inghilterra: «L’Italia non ha paura»

SGI_8569MANAUS – Un lungo discorso ai giocatori, raccolti in semicerchio all’altezza del centrocampo: il Mondiale di Prandelli inizia così, nell’afa di Manaus a ventiquattro ore dalla partita contro l’Inghilterra.

Cesare, hai visto il campo in che condizioni erano?
«L’abbiamo trovato in ottime condizioni, non eccezionali, ma buone»

Ha ancora dubbi di sensazioni?
«Sì, è sempre meglio averli perché i gioctaori devono sentirsi tutti in gara. Non diamo vantaggi all’avversario».

I brasiliani sembrano tifare per voi.
«Si ricordano la nostra Confederations: hanno apprezzato la nostra generosità».

Balotelli è stato molto generoso con i tifosi: si è fermato con loro…
«Sì, è stato bello. Siamo tutti pronti e queste situazioni che stemperano il nostro modo di preparare la gara possono essere di aiuto»

Gerrard dice di rispettare l’Italia, ma di sentirsi più forte…
«Tutti pensano di essere forti, di poter vincere le partite. Noi sappiamo che ci sarà da soffrire e lottare, ma non abbiamo paura. Ci siamo preparati bene. Questo Mondiale è iniziato nel segno del gol e che le partite possono cambiare da un momento all’altro e che ci saranno molti cambi».

Buffon potrà dare un contributo speciale?
«Tutti quelli che hanno affrontato un Mondiale possono trasmettere il giusto approccio. Ma abbiamo un’unica arma: quella di diventare una squadra vera e sono sicuro che abbiamo queste caratteristiche e queste qualità».

Quali sono i punti deboli e quelli forti dell’Inghilterra?
«Oltre all’aspetto caratteriale psicologico e della corsa, negli ultimi tempi hanno trovato giocatori con grande abilità tecnica. I quattro davanti sanno attaccare gli spazi e cambiare il ritmo alla gara, dobbiamo cercare di avere un predomio in mezzo alla squadra».

Impressioni di Manaus?
«Abbiamo trovato il clima che ci aspettavamo. Siamo pronti».

Ha visto Spagna-Olanda?
«Difficile da commentare. nel primo tempo la Spagna aveva un predominio assoluto, poi nella ripresa è stata completamente un’altra gara con un altro ritmo… Sarà un Mondiale in cui una squadra che inizia in un modo e rischia di non finirlo allo stesso modo, come ha dimostrato Spagna-Olanda».

Si può dire che la Spagna ha finito un ciclo?
«Assolutamente no. Se fa gol Villa e vanno due a zero si parlava di un’altra gara e di un’altra situazione. Le grandi squadre sanno stare in partita e cambiare tutto. E’ quello che vorrei facessimo noi, rimanere sempre in partita perché in qualsiasi momento si può cambiare la partita».

Avete già battuto l’Inghilterra in una competizione ufficiale…
«In un Mondiale si azzera tutto, non vale il passato. Due anni fa abbiamo vinto ai rigori, ma questa è un’Inghilterra diversa. Troveremo una squadra diversa, loro sono molto organizzati, non hanno solo fisicità e carattere, ma nella fase offensiva».

Perché Buffon è uscito prima?
«Leggera distorsione alla caviglia e sta facendo terapie».

Qual è il messaggio più forte ricevuto in questi giorni?
«Ne sono arrivati tanti. Personali, però».

Ha sempre lo stesso ottimismo?
«Ci deve essere perché abbiamo lavorato bene, non abbiamo lasciato nulla al caso, perché siamo una squadra che sa cosa deve fare e come affrontare l’Inghilterra. L’ottismo c’è perché abbiamo lavorato tanto e dobbiamo fare tesoro delle ore passate in campo».

Il Brasile è stato aiutato?
«Il Brasile è una squadra forte, non voglio entrare in nessun tipo di polemica sugli arbitri».

Ha detto che Pirlo deve essere un esempio, perché?
«Ho scritto che lo spirito di Pirlo è l’esempio da seguire, perché ha più di cento presenze, ma continua con entusiasmo e voglia. Per i ragazzi è un esempio, perché il suo comportamento nelle ore prima e dopo la gara è sempre importante per la squadra».

Cosa si aspetta dalla squadra?
«Mi aspetto di avere una squadra con continuità di pensiero per novanta minuti in qualsiasi situazioni e in qualsiasi condizione. Nel calcio a volte basta un gesto per ridare speranza, chiederò ai miei ragazzi di restare concentrati per novanta minuti».
Guido Vaciago

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