Agnelli: «Moratti? Ha preso scudetto che non ha vinto»

TORINO – Conferenza stampa post assemblea. Parlano Agnelli, Marotta e Calvo. «Una delle cose non dette in assemblea è che dal primo luglio c’è stata una profonda riorganizzazione della società e c’è un modello più simile a quello che è la mia idea. Di fianco a me c’è Calvo che ha responsabilità importantissime non solo nel marketing. Di solito si identifica una squadra con l’allenatore o il centravanti, ma noi non siamo un one man show e se abbiamo ottenuto questi risultati è per il merito dei trecento che lavorano nella Juventus e per la Juventus. Sono tante le persone che lavorano con dedizione e ci permettono di raggiungere successi».

Chiedo ad Agnelli cosa ne pensa della situazione Inter e della fuoriuscita di Moratti?
«Oggi mi sembra che si registri un fatto tecnico. le vedute diverse con Thohir si erano registrate da tempo. A Moratti va riconosciuto un grandissimo amore per l’Inter e il grandissimo amore porta a fare follie come accettare uno scudetto che non ha vinto. Perdiamo un personaggio che ama il calcio e la sua squadra»

A Marotta chiedo quali possono essere confermati dei giocatori in scadenza.
Marotta: «Dobbiamo rispettare un programma delle stagioni future, analizzando caso per caso. Di conseguenza oggi è prematuro quali sono i promossi e i bocciati, stiamo vivendo una stagione importante, vedremo… dico solo che i giocatori in scadenza sono professionisti seri Chiellini, Storari, Giovinco, Lichsteiner».

Il bilancio della Juventus supererebbe uno stress test della Bce?
Agnelli: «Sì credo di sì. i prossimi anni saranno difficili e per ridurre lo stress del test la Juventus da sola farà molta fatica e quindi il calcio italiano tutto deve rivedere le infrastutture e crescere in modo da far crescere i singoli e farli competere con i Real, Bayern, Barcellona….».

Manca lo “stress” di Conte sulla squadra?
«L’allenatore in una società è fondamentale perché è il responsabile dell’attività sportiva. Ci sono tanti modi per vincere e non esiste un unico metodo. Le persone a capo di un gruppo hanno personalità diverse e vanno rispettate».

Avete calcolato l’impatto negativo di un’eventuale eliminazione dalla Champions?
Agnelli: «Noi abbiamo delle previsioni molto prudenti. Per la Champions nei prossimi tre/quattro anni previdiamo di partecipare sempre ai gironi ed essere eliminati, partecipando poi agli ottavi di Europa League venendo eliminati agli ottavi. Insomma, tutto quello che viene in più è di guadagnato. Ma questo è ovviamente solo l’aspetto economico, quello sportivo è il solito: cercare di vincere ogni competizione alla quale si partecipa».

Cosa pensa della tassa sulla sicurezza?
Agnelli: «Che il problema principale sono gli stadi. Si continua a guardare il dito e non la luna. Costruiamo stadi più moderni e non ci sarà bisogno di una tassa sulla sicurezza. Abbiamo stadi con un’eta media 64 anni e la risposta può solo essere nei nuovi impianti».

Come si spiega le difficoltà che la Juventus affronta a livello europeo?
Marotta: «Credo che ci sia scetticismo intorno alla squadra. Stiamo partecipando a campionato, Champions, Coppa Italia e Supercoppa. In campionato 7 partite e 19 punti, molte poche critiche. In Champions ci sono delle componenti e continuo a notare che il nostro campionato è il più stressante. Quando vai a Sassuolo devi lottare per vincere, cosa che non esiste in nessun altro campionato. La dimostrazione è il Bayern che vince facile in Bundesliga. La seconda osservazione è che le squadre si preparano in modo totale per la Champions, vedi l’Olimpiacos che vive un campionato dove non ci sono stress. E anche lì abbiamo perso di misura sbagliando molti gol. Cerchiamo di essere realisti: possiamo fare molto meglio e questo deve entrare nelle nostre teste, se una partita la giochi solo negli ultimi 45 minuti devi farti delle domande, ma la classifica del girone rimane aperta».

A gennaio possono contemplare tutti e i tre i reparti?
Marotta: «Gennaio è lontano. Abbiamo lavorato centrando gli obiettivo che volevamo centrare. Un’età media di 26 anni e 26 elementi. Non dobbiamo riparare a nulla, dobbiamo stare attenti a eventuali infortuni e in quel caso dovremmo guardarci attorno».

Aveva da commentare le parole di Pallotta sulla crescita cultura all’interno del mondo del calcio?
Agnelli: «Al di là di Pallotta con cui c’è piena condivisione degli obiettivi di sistema. Sono state sagge parole le sue: sana competitività sul terreno di gioco, ma lui ha corretto il tiro dei suoi tesserati. Le partite contano tutte tre punti, iniziano e finiscono al novantesimo. Capisco che al termine di una partita ci possano essere degli stati d’animo alternati dal risultato, poi dovrebbe finire lì. Non ho altro da aggiungere se non questo rapporto anti-storico, ma certamente proficuo, con la Roma».

Ci sono clausole rescissorie per Pogba?
Marotta: «No. Non ci sono clausole. E’ il solito contratto con una base fissa» 

Juve-Roma: cosa pensa delle lamentele di Garcia sull’accoglienza ricevuta allo Stadium?
«Basta Juve-Roma. Come ha detto Garcia: il campo dice sempre la verità»

Moviola in campo?
Marotta: «La stessa di Platini: sarebbe la fine del calcio. Chi è il moviolista? Come si fanno a capire episodi legati a dinamiche di forza o appoggio del piede o urto o pressione. E come si fa a interrompere in continuazione il gioco? Noi siamo per la tecnologia ma la moviola porterebbe alla fine del calcio».

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