La Juve di Allegri modello Barcellona

TORINO – Il nuovo corso è inaugurato: dopo un lungo periodo nel quale la Juve ha vinto in Italia, ma faticato in Europa con la difesa a 3, è scattata la fase bianconera con i quattro difensori, il trequartista e le due punte. Che poi, con qualche minima variante, è il modulo che Massimiliano Allegri ha quasi sempre adottato. E che usano la maggior parte dei tecnici in Champions, almeno quelli che allenano squadre con ambizioni di successo. «In Europa quasi tutti si schierano con la difesa a 4, è un modulo più adatto al contesto europeo», ha sentenziato Fernando Llorente dopo la doppietta nel 7-0 al Parma. Quattro uomini a comporre la retroguardia è la base comune, davanti alla quale vengono modellati mediana e attacco.

PSG E BARCELLONA LE ANALOGIE – Da un punto di vista tattico ad avere più elementi simili rispetto alla Juve di Massimiliano Allegri sono Psg e Barcellona. Tra i francesi, davanti alla proverbiale linea di quattro difensori, ci sono tre centrocampisti: Thiago Motta detta i tempi, come Claudio Marchisio o Andrea Pirlo tra i bianconeri, mentre Blaise Matuidi da una parte, e Marco Verratti dall’altra, sono i Paul Pogba e Arturo Vidal di Laurent Blanc. I due reparti, pur con tutte le differenze del caso (Verratti è un regista aggiunto, a differenza di Pogba che copre più metri di campo e segna molti più gol), sono comunque assimilabili. Davanti il trio Cavani-Ibra-Lavezzi ha più di un’analogia con il tridente Morata-Llorente-Tevez, mentre con Roberto Pereyra in campo la Juve, a differenza dei campioni di Francia, avrebbe un trequartista tradizionale, una seconda punta e un centravanti. Simile è anche lo schieramento del Barcellona, con Leo Messi e Neymar – i Tevez, e Morata o Pereyra bianconeri -liberi di svariare alle spalle di Luis Suarez (ruolo che nella Juve è occupato da Llorente).

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