Serie A Juventus: Gruppo stanco? Per l’ansia da contestazione

TORINO – Ok la sfiga ai rigori, ok. Epperò… Epperò non è con il fato avverso, con la sfortuna, con la cattiva sorte che si possono spiegare l’andamento lento, i ritmi bassi, la poca brillantezza che la Juventus – lunedì a Doha – ha dimostrato per buona parte della sfida giocata contro il Napoli. Irriconoscibili, a tratti, Arturo Vidal e compagni. Irriconoscibili, si intende, rispetto ai tre campionati passati (e vinti), ma anche rispetto alle prime sfide di questo avvio di stagione. E sarebbe inutile, oltre che dannoso, negare o ignorare la questione. Anche perché la “stanchezza conclamata” apparsa evidentemente in Qatar giunge al culmine di un trend (in calando) iniziato a palesarsi durante il derby contro il Torino e viavia proseguito. E poco condizioni il 3-1 ottenuto contro il Cagliari (che non a caso ha appena esonerato il suo allenatore e fa segnare ancora un mortificante 0 in classifica alla voce “successi casalinghi”). No, inutile negarlo: il problema c’è, eccome. Peraltro una soluzione urge se si vuole evitare di incappare in difficoltà ed imprevisti alla ripresa del campionato

PARTENZA SPRINT – Il problema, peraltro, affonda radici in tempi tutto sommato lontani: metà luglio, per cominciare. Allorché Massimiliano Allegri e il suo staff si hanno (inaspettatamente) avuto mandato di guidare la Juventus raccogliendo l’eredità del dimissionario Antonio Conte. Ebbene, in quei giorni di luglio, la società aveva dimostrato ben pochi dubbi nell’identificare Allegri quale uomo giusto per avviare un nuovo corso (questione di carisma, personalità, palmarès), tuttavia era stata altrettanto risoluta – considerati determinati trascorsi – nell’invitare il tecnico a modificare le sue abitudini in termini di preparazione fisica in modo da evitare rischi di partenze deasel (piuttosto tipiche per le squadre di Allegri) onde evitare di incappare nella contestazione dei tifosi, che già iniziava a serpeggiare: «Ci hanno preso a sputi sulla macchina il giorno della presentazione…», ricorda ogni tanto l’ad Beppe Marotta. Tentennamenti pronti via, avrebbero inevitabilmente esasperato la situazione, e di conseguenza s’è comunemente optato per una preparazione un pò più “soft”, che non imballasse i calciatori. Oltretutto il pesante tour asiatico ha contribuito in buona parte a complicare le cose ed impedire che fosse possibile “mettere benzina nel serbatoio”, ergo garantire una tenuta più a lungo termine.

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