Serie A, Udinese-Juve 0-0: la Roma resta a -7

I bianconeri fermati sullo 0-0 nella trasferta contro i friulani. Invariato il distacco dai giallorossi, PeSenza titolo-2reyra colpisce un legno.

UDINE – La Juventus spreca la preziosa occasione che le aveva regalato l’Empoli: il distacco dalla Roma rimane di sette punti e l’unica soddisfazione è aver superato indenne una difficilissima trasferta,

contro un’Udinese eccellente per organizzazione tattica e ottima per prestazione dei singoli (Allan su tutti). Come dire: poteva andare meglio, soprattutto se nel finale Tevez non si fosse mangiato il gol del +9, ma poteva anche andare peggio. D’altronde, del pomeriggio friulano, oltre al freddo, resta la preoccupante involuzione offensiva i cui segnali si sono già registrati a Parma in Coppa Italia. Sembra che sia saltato qualche sincronismo tattico e che manchi qualcosa anche a livello atletico. Il risultato è una generale carenza agonistica che frena la Juventus soprattutto nella prima fase della partita, quando sembrano mancare idee, precisione e determinazione a vincere. Se la solidità della squadra resta indiscutibile, Allegri non può non essere preoccupato dell’andazzo, al di là del vantaggio sulla Roma.

I SINGOLI – Pogba, Tevez e Pirlo: tre uomini determinanti per la Juventus bucano il primo tempo e riemergono solo nel finale, con sprazzi dell’indiscutibile classe. La difesa balla nel primo tempo, pare più solida nella ripresa. Sulle fasce la Juve, ieri tornata al 3-5-2, non riesce a incidere come una volta.

QUANTI ERRORI – Nel primo tempo la Juventus fa la partita o, per lo meno, ci prova, mancando di precisione e patendo una certa mancanza di idee dalla trequarti in su, dove tutto si infrange su una difesa schierata in modo ordinato e attento. Non come quella della Juventus che interpreta la gara in un modo che Marotta definirebbe spensierato. La linea a tre sta sempre molto alta, prendendosi qualche rischio e, soprattutto, qualche infilata in contropiede, come al 23’ e al 28’ quando prima Widmer poi Bruno Fernandes chiamano richiedono l’inserimento della modalità fenomeno nel sistema operativo di Buffon. La Juventus risponde con un colpo di testa di Llorente che, lasciato colpevolmente solo, manda a lato su corner di Pirlo. Fiammate che non scaldano il pomeriggio polare e una partita stracca, in cui errori e sbadigli si sfidano in un micidiale testa a testa.

IL PALO – A inizio ripresa, i contropiede dell’Udinese si trasformano in manovre più organizzate e l’aggressione alta mette in crisi il meccanismo di ripartenza bianconero. In compenso al 13’ Pereyra prende un palo con un velenoso diagonale, nell’unica vera azione offensiva juventina dei primi venti minuti della ripresa. Eppure la squadra di Allegri cresce. Poco alla volta, ma cresce. Pogba ci mette un po’ più di determinazione. Gli scambi sulla trequarti si vivacizzano. Llorente il centravanti operaio lascia il posto a Morata il centravanti attaccante. E davanti la Juventus pare più frizzante e pericolosa, provando a vincere la partita. Anche l’ingresso del motorino Padoin contribuisce. E Tevez partecipa al risveglio generale della squadra. Ma proprio Tevez, al 39’, butta fuori la palla che poteva significare la vittoria, al termine di un’azione ben orchestrata da Morata e Pogba. E finisce senza altre emozioni

 

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