Juve: «Gli attacchi ci caricano e insieme ci divertiamo»

TORINO – Il bianco e il nero che congiungono 27 anime, quelle che compongono la rosa juventina, è una bella realtà, certificata anche da dichiarazioni forti, spesso di rottura col recente passato. Perché l’unità del gruppo dei campioni d’Italia è concetto meraviglioso da sviluppare e ribadire urbi et orbi; ben più complicato mantenere una solidità di fondo nonostante il cataclisma di metà luglio, allorché il condottiero di mille battaglie che hanno portato alla conquista di tre scudetti di fila e due Supercoppe disse ciao ciao. Da lì, invece, si è ripartiti col botto.

MOLTO LEGATI – Claudio Marchisio, già indispensabile con Antonio Conte al timone e ancor più determinante con l’ingresso di Massimiliano Allegri nel mondo Juve, ha tenuto a esplicitare il concetto di fondo: unità d’intenti e saldezza, questi… conosciuti. A chi gli chiedeva un commento sull’esperienza del ritiro, il centrocampista svezzato e cresciuto in casa ha risposto così: «E’ normale che vada tutto bene, tanto più che negli ultimi tre anni abbiamo vinto tre scudetti. Il nostro è un gruppo molto legato, molto unito». L’ha detto, il Principino, a Sky nel corso del programma di Alessandro Cattelan, ma avrebbe potuto ripeterlo dinanzi a distese di microfoni in qualsiasi momento della stagione. Il medesimo concetto è stato oggetto di numerose dichiarazioni in tempi diversi, da Fernando Llorente a Giorgio Chiellini e Marco Storari, senza tornare all’Alessandro Matri prima maniera. A quel tempo – estate 2011 – era una sensazione, divenuta certezza col trascorrere delle stagioni.

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