Il Wall Street Journal spiega Tevez e il boom argentino

TORINO – Argentina, popolo di attaccanti. Se si guarda i principali campionati europei, i bomber connazionali di Papa Francesco la fanno da padroni. In Italia vetrina per lo juventino Carlitos Tevez: con il golazo segnato

al Genoa è tornato a essere da solo in vetta alla classifica dei cannonieri, che vede nelle prime cinque posizioni altri tre argentini, l’interista Icardi, il napoletano Higuain e il palermitano Dybala. Nella Premier League inglese Aguero è il secondo miglior goleador, nella Liga tutti ai piedi di Messi, incontrastato primatista con 32 gol in 27 partite. Argentini anche alla conquista della Bundesliga con l’attaccante del Werder Brema Di Santo al quinto posto e della Ligue 1 con Lucas Barrios, del Montpellier, settimo. Ma pure nei campionati minori si mettono in evidenza: Jeronimo Barrales è capocannoniere in Grecia, Jorge Saez è decimo in Qatar, Marcelo Carrusca ottavo nella A-League.

IL PERCHE’ – La spiegazione dello strapotere

argentino in attacco cerca di darla il Wall Street Journal chiamando in causa risvolti economici e ambientali. L’economia a singhiozzo del Paese spinge infatti i club a cedere i giocatori all’estero, ben più rispetto al Brasile, sebbene abbia una popolazione cinque volte superiore. Le società spesso pagano un premio per i bomber più prolifici e vendere attaccanti è sicuramente più redditizio che cedere difensori. Poi c’è l’aspetto ambientale: i giocatori argentini si adattano meglio ai campionati stranieri. Niente saudade, che condiziona molti brasiliani, fenomeni in casa ma talvolta dei flop lontano dal Sudamerica. Anche gli africani hanno qualche difficoltà a integrarsi in Europa, diversamente appunto degli argentini che possono vantare anche parecchi antenati nel Vecchio Continente.
A corollario dell’articolo del quotidiano americano c’è poi il commento di un lettore che dà un ulteriore interpretazione: gli argentini sono i migliori ballerini di tango del mondo, la capacità di scivolare senza sforzo attraverso lo spazio sembra possa aiutarli nel segnare. Ci vorrebbe però la controprova: mai nessun ballerino di tango si è cimentato anche nel calcio…

 

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